terça-feira, 19 de março de 2019

Movie
Gli sbandati, 1955
Francesco Maselli


Il male sta nelle parole che la tradizione ha voluto assolute, nei significati snaturati che le parole continuano a rivestire. Mentiva la parola amore esattamente come la parola morte. Mentivano molte parole, mentivano quasi tutte. Ecco che cosa dovevo fare: studiare le parole esattamente come si studiano le piante, gli animali… e poi, ripulirle dalla muffa, liberarle dalle incrostazioni di secoli di tradizione, inventarne delle nuove, e soprattutto scartare per non servirsi più di quelle che l’uso quotidiano adopera con maggiore frequenza, le più marce, come: sublime, dovere, tradizione, abnegazione, umiltà, anima, pudore, cuore, eroismo, sentimento, pietà, sacrificio, rassegnazione.
Imparai a leggere i libri in un altro modo. Man mano che incontravo una certa parola, un certo aggettivo, li tiravo fuori dal loro contesto e li analizzavo per vedere se si potevano usare nel “mio” contesto. In quel primo tentativo di individuare la bugia nascosta dietro parole anche per me suggestive, mi accorsi di quante di esse e quindi di quanti falsi concetti ero stata vittima.
(Goliarda Sapienza, L’arte della gioia)


Il bambino è il primo operaio sfruttato, dipende dai grandi e sempre per un tozzo di pane, si abbassa a “divertire”, leccare le mani dei padroni, si lascia accarezzare anche quando non ne ha voglia: così comincia la prostituzione: si lascia sbaciucchiare dagli amici e le amiche, con barbe puzzolenti e rossetti nauseanti, parla con le “vocette” che piacciono tanto alla mammina, esce dalla stanza con “mossette” tanto “aggraziate”. E così anch’io, sbattuta fra tutte quelle mani, come probabilmente lo siete stati voi, conobbi la prostituzione di cantare quando loro volevano, di imitare l’avvocato amico di mio padre, di far finta che loro mi amavano e non pensavano che a me. Di piangere, dato che piangevo spesso: di piangere qualche volta anche se non ne avevo voglia, perché loro orgogliosi, davanti agli amici dell’università: “Non ci credi? È di una sensibilità straordinaria, sta’ a vedere” e Arminio iniziava a suonare il pianoforte e Ivanoe a cantare fissandomi: Mamma mormora la bambina… “Vedi, vedi come piange?” Piangevo infatti per non perdere il pane, il favore di quei grandi capricciosi e potenti.
(Goliarda Sapienza, Lettera aperta)



musica
Lautari e Carmen Consoli - Malarazza
tratta dall'album "Arrè" dei Lautari
https://youtu.be/jYsJf_zB4H0



Gli sbandati, 1955
Francesco Maselli
Paese di produzione Italia
Anno 1955
Durata 78 min
Colore b/n
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Francesco Maselli
Soggetto Eriprando Visconti
Sceneggiatura Eriprando Visconti, Francesco Maselli e Ageo Savioli
Casa di produzione C.V.C.
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Gianni Di Venanzo
Musiche Giovanni Fusco
Scenografia Gianni Polidori
Costumi Emanuela Castelbarco
Interpreti e personaggi
Lucia Bosé: Lucia
Jean-Pierre Mocky: Andrea
Isa Miranda: contessa Luisa
Leonardo Botta: Ferruccio
Antonio De Teffè: Carlo
Goliarda Sapienza: zia di Lucia
Ivy Nicholson: Isabella
Mario Girotti: comparsa
Marco Guglielmi:
Giulio Paradisi
FotoFotoFotoFoto
2015-09-29
4 fotos - Ver álbum

Sem comentários: